TETTI
COPERTURE CIVILI
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Isolamento termico
dei tetti

Tutte la pareti dell’edificio disperdono calore, ma è soprattutto il tetto ad incidere sulla dispersione termica complessiva della costruzione. Oggi è possibile ridurre queste perdite energetiche isolando termicamente il tetto con materiali specifici. Per quanto riguarda i sottotetti abitabili lo strato isolante può essere inserito all’interno della struttura portane, soluzione ideale per l’isolamento di tetti preesistenti, oppure sopra di essa, di più facile esecuzione e ideale per gli edifici nuovi. Parlando invece dell’isolamento termico di sottotetti non abitabili, cioè nel caso di copertura isolata e ventilata, lo strato di isolamento può essere applicato sull’estradosso del solaio di copertura dell’ultimo piano dell’edificio. Si è soliti gettare un massetto di alcuni centimetri sopra l’isolamento per rendere agevole l’utilizzo del piano sottotetto.

La copertura, o più comunemente tetto, ha la funzione di preservare l’ambiente interno dagli agenti atmosferici. Opporre resistenza a umidita, pioggia, neve e vento. In base ai materiali utilizzati per il manto i tetti si divido in Coperture Discontinue e in Coperture Continue.

Coperture discontinue
Il manto è effettuato con vari materiali che, grazie al modo in cui sono collegati e alla loro pendenza, assicurano la tenuta dell’acqua. Le più utilizzate coperture discontinue sono:
coperture di tegole in laterizio;
coperture di tegole in cemento;
coperture di lastre in fibrocemento;
coperture di lastre in pietra..

Coperture continue

Il manto è attuato con elementi molto ampi congiunti insieme durante la posa in opera, in modo da assicurare la tenuta per qualsiasi pendenza.

In base alla pendenza le coperture possono essere suddivise in:
tetti a falde, costituiti da una o più falde con pendenza diversa a seconda dei materiali usati per il manto;
tetti piani, realizzati da pendenza minime ma commisurati per smaltire le acque.

Orditura in legno strutturale
L'orditura in legno strutturale è costituita da vari elementi:
le capriate;
la grossa orditura;
la piccola orditura.
Le capriate in legno, ognuna di esse formate da due travi (puntoni) disposte secondo l’inclinazione delle falde, riunite in sommità ad un travetto verticale (monaco o ometto), e inferiormente collegate ad una trave orizzontale (catena o tirante). Le unioni o connessioni dei vari elementi si ottengono mediante intagli, opportunamente rinforzati con ferri piatti. Questo tipo di incavallatura, chiamato capriata semplice, può essere usato fino ad una portata di 6-7 metri.
Per coprire luci maggiori si ricorre ad altri tipi di capriate come ad esempio la capriata formato da due puntoni, da un ometto e da una catena, disposti come nelle capriate semplici ed inoltre da due contraffissi o saettoni interposti fra l’ometto ed i puntoni. Le capriate di questo tipo si impiegano per coprire luci che vanno da 8 a 15 metri.

Altra componente delle strutture portanti dei tetti a falde è la grossa orditura che a seconda della sua disposizione distingue i tetti nei due tipi:
orditura alla piemontese:
orditura alla lombarda.

L’orditura alla piemontese è costituita da una trave di colmo, appoggiata su capriate o direttamente sui muri, e da cosiddetti falsi puntoni o travi disposti secondo la pendenza delle falde, le quali, a loro volta, appoggiano superiormente sulla trave di colmo e inferiormente su una banchina o dormiente, costituita da una trave fissata ai muri perimetrali.
L’orditura alla lombarda è caratterizzata dalla presenza di arcarecci o terzere che sono travi disposte parallelamente alle linee di gronda ed appoggiate su capriate o su muri trasversali.
Terza ed ultima componete delle strutture portanti dei tetti a falde è la piccola orditura. Costituita da correntini o listelli orizzontali, paralleli alle linee di gronda, nei tetti alla piemontese; e da travicelli o correntini o murali, inclinati secondo la pendenza del tetto, nei tetti alla lombarda.

 

coperture civili
costruzione tetticostruzione tetti



coperture alla romana: è una tavella piatta rialzata ai bordi tale da essere posta in opera con sovrapposizione in modo da fungere da canale. Il collegamento superiore è eseguito con coppi, ossia con tegole dalla caratteristica sezione curva, oppure con le stesse tavelle poste rovesciate;
copertura a tegole marsigliesi: sono derivate dalla tegola prodotta nei paesi nordici per tetti a forte pendenza. Sono caratterizzate da un'ampia funzionalità nelle copertura a falde di elevata pendenza;
copertura a tegole portoghesi: per combinazione fra il coppo e la tegola piatta ( o marsigliese) sono state ottenute tegole a funzionamento intermedio che hanno assunto il nome di tegole portoghesi; la pendenza minima richiesta per questo tipo di tegola è del 30%;
coperture a tegole olandesi: danno al manto di copertura un caratteristico aspetto ondulato.

Esistono poi coperture realizzate con materiali lapidei tra cui: coperture di ardesia; coperture di lastre di pietra.